Impariamo a usare filo, ago e uncinetto!

Sono stata un’attenta osservatrice dei miei figli durante la loro infanzia e questa attenzione mi ha permesso di comprendere il loro livello di sviluppo nei vari ambiti e di conseguenza di offrire loro proposte educative adeguate.
Nel nostro tempo assieme, ho spesso proposto loro attività interessanti con le quali sperimentarsi, attività che stimolassero la loro curiosità e la voglia di fare qualcosa “da grandi” o “di diverso” e che, in sottofondo, favorissero l’esecuzione di una procedura complessa o stimolassero la precisione e la concentrazione attraverso il divertimento.
E di volta in volta i miei figli, attraverso le loro manifestazioni libere durante i nostri giochi, mi mostravano di essere impegnati nell’acquisizione di una certa competenza: sviluppo motorio, linguistico, relazionale, espressività o manualità fine.
Ogni attività che proponiamo ai bambini deve essere motivata, pensata e curata. Quando decidiamo di allestire un lavoro, dobbiamo curare l’ordine estetico, i materiali e la presentazione della procedura di esecuzione.
Un giorno decisi di allestire un laboratorio di cucito, una piccola attività per farli cimentare con il Sashiko, una tecnica di rammendo e di decorazione, con il pretesto di riparare e far diventar più belli i loro indumenti preferiti, ancora morbidi al tatto ma rovinati dall’eccessivo uso.
Un vassoio con tutto il materiale necessario ci aspettava al centro del tavolo: pezzi di tessuto che rispettavano gli abbinamenti cromatici degli abiti da decorare, forbicine con punta arrotondata, ago da lana in plastica con una grande cruna, avanzi di gomitoli di lana, dei fiorellini realizzati all’uncinetto, per stimolarli in una prossima attività, una morbida rete in cotone per mostrare loro i movimenti dell’ago.
Iniziarono dapprima ad osservare la mia mano che, infilato l’ago con della lana del colore del cielo, con gesti lenti, precisi e chiari, disegnava a mezz’aria movimenti sinuosi e riempiva gli spazi vuoti della rete con il filato.
Passarono loro stessi poi all’azione, scegliendo il materiale disponibile sul vassoio e iniziando a lavorare in completa autonomia.
Le loro mani danzanti riempirono quel pomeriggio.
Il decoro preparatorio della rete impegnò tutto il tempo a disposizione per l’attività, per cui rimandammo l’esecuzione del ricamo Sashiko ad un altro momento.
Pur non avendo concluso il progetto, la scintilla della curiosità per quell’attività in loro si era accesa, per cui mi fu semplice assecondare in un secondo tempo la loro richiesta di continuare il lavoro.
Insegnare ai miei figli, di quattro e sei anni, le cuciture e proporle come gioco si rivelò un ottimo stimolo per affinare la loro abilità di precisione e osservazione… un po’ come era accaduto a me da piccola!
Sono cresciuta in un paese nel cuore dell’Umbria, Orvieto, in mezzo a persone abili manualmente.
La mia passione per le attività manuali nasce da bambina, nei laboratori di sartoria e di falegnameria di famiglia, unitamente alla mia predilezione per l’uncinetto, la maglia e il ricamo; tecniche artigianali quest’ultime, che padroneggio con un’ottima disinvoltura e che ho portato avanti negli anni come un semplice passatempo, ma con una ferma dedizione e una intensa passione.
Mi sono perfezionata negli anni frequentando diversi corsi di cucito e re-fashion presso Istituti accreditati e conseguendo una Qualifica Sartoriale.
Do corpo così alla mia passione per il cucito unendo abilità sartoriali e tecniche dell’artigianato artistico.
Scrivici all’indirizzo email [email protected] se sei interessato a laboratori artigianali tra “filato, tessuto e uncinetto”. Ti aspettiamo !
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By G. U.
