“La mano è la finestra della mente” [cit.Kant]

La mano è la finestra della mente

Molte emozioni dell’essere umano sono accompagnate da una gestualità, da un movimento specifico della mano e, pertanto, quest’ultima rappresenta un accesso diretto alla mente dell’individuo.

La mano è uno dei primi strumenti di relazione con l’ Altro, ciò che ci aiuta ad entrare nel mondo.

Il bambino fin dalla nascita è “un’esploratore” attivo nella ricerca di nuovi stimoli.

Quando si parla di crescita del bambino si fa riferimento a due aspetti: uno riguarda l’aspetto fisico inteso come la crescita dell’organismo stesso, l’altro consiste nel processo di sviluppo delle diverse funzioni corporee e psichiche.

Abituati a pensare che l’apprendimento sia legato ad attività come ascoltare, ripetere, leggere e scrivere, spesso dimentichiamo quanto, soprattutto all’inizio della vita, l’apprendimento coinvolga il corpo e il movimento del bambino.

Le abilità motorie nei bambini, sia quelle grossolane sia quelle fini, influenzano lo sviluppo cognitivo e sociale, contribuiscono a migliorarne la qualità della vita, hanno degli effetti importanti sulla salute e influenzano l’apprendimento.

Le abilità di motricità fine rivestono un’importanza centrale nel percorso di apprendimento del bambino, in quanto gli permettono di imparare a svolgere numerose attività della vita quotidiana, negli ambiti dell’apprendimento scolastico (disegnare, contare, scrivere, manipolare le forbici, utilizzare la riga, la gomma, ecc.), della cura di sé (allacciare le scarpe, lavare i denti, chiudere i bottoni, utilizzare le posate, versarsi da bere, ecc.) e del tempo libero (suonare strumenti musicali, fare lavori manuali, giocare ecc.).

Il termine motricità fine viene generalmente utilizzato per indicare quei movimenti precisi e coordinati prodotti da una sinergia che coinvolge i muscoli intrinseci ed estrinseci di una struttura del corpo, come ad esempio quelli che si trovano all’interno della mano e quelli che hanno invece origine sull’avambraccio e sull’inserzione sulle dita.

La motricità grossolana, invece, è prevalentemente controllata attraverso l’attivazione di gruppi muscolari estrinseci, ossia che ricoprono più articolazioni. Correre e camminare, ad esempio, sono azioni motorie che afferiscono in via principale ai gruppi muscolari delle gambe e del tronco e vengono pertanto considerate funzioni della motricità grossolana.

Diversamente, cucire, disegnare, manipolare l’argilla, scolpire e suonare la maggior parte degli strumenti musicali sono attività manuali che possono essere realizzate soltanto mediante il controllo dei gruppi muscolari più corti, venendo pertanto considerate attività di motricità fine.

È importante riconoscere la mano come primo strumento dell’individuo, come mezzo di espressione che accompagna e a volte sostituisce la parola.

La mano insieme al cervello, è forse l’elemento più caratteristico dell’uomo. Nel libro Il segreto dell’infanzia, la mano viene descritta da Maria Montessori come un organo fine e complicato nella sua struttura, che permette all’intelligenza di entrare in rapporto con l’ambiente.

L’uomo, infatti, “prende possesso dell’ambiente con la sua mano” e lo trasforma, guidato dalla sua intelligenza. Per raggiungere l’indipendenza, il bambino deve capire, interpretare, manipolare e sperimentare forme, colori, dimensioni, odori.

Per sviluppare le competenze sensoriali assumono un ruolo fondamentale le esperienze manipolative, reputando la mano come una forma di ragionamento e ritenendo la percezione visiva e il pensiero connessi in maniera inscindibile.

Il tatto è il mezzo con cui conoscere in modo diretto, sperimentando la conoscenza attraverso il “fare”.

La conoscenza del mondo avviene così attraverso l’esperienza della manualità: toccando, smontando, costruendo e ricostruendo, affinando i propri gesti, i bambini individuano qualità e proprietà degli oggetti e dei materiali, riconoscono e danno un nome alle proprietà individuate, sviluppano autonomia attraverso le esperienze che loro stessi fanno nell’ambiente.

Il “fare” contribuisce quindi alla crescita armonica e a tutto tondo del bambino, gli consente di far fiorire i propri talenti anche attraverso semplici attività come lavorare la terra, l’argilla, il legno, la maglia, l’uncinetto o il cucito.

“Testa, cuore, mano” (ovvero parte razionale, emotivo-relazionale, corporeo e relativa all’autonomia) sono i tre elementi da mantenere in equilibrio tra loro per uno sviluppo armonico e per nutrire la capacità futura del bambino di crescere libero e di avere fiducia in sé stesso.

È dunque imprescindibile il legame mente e corpo, e già il poeta e drammaturgo Goethe scrisse “In principio era l’azione”, sottolineando che, grazie ai movimenti del corpo, si apprendono processi complessi che vanno oltre la sensomotricità: la consapevolezza del proprio corpo, le emozioni, i pensieri, l’espressione del sé.

Il suo significato educativo è fondamentale poiché nelle dimensioni della corporeità e della motricità sono presenti condizioni basilari di sviluppo e di crescita fisica, cognitiva, affettiva e sociale.

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By G. U.

Bibliografia

J.W.Goethe, Faust

L. Santinelli, N.Rudelli, L.Taverna, Laboratorio di motricità fine, Erickson, 2021

M.Montessori, Il segreto dell’infanzia, Garzanti, 1981

M.Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti, 2008

C.Turati, E. Valenza, Mente e corpo nello sviluppo, Carocci, 2022

Sitografia

https://www.rudolfsteiner.it

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