A COSA SERVE LA MATEMATICA ?

La prima domanda che pongo appena entro in una nuova classe è: “A cosa serve secondo voi la matematica?” Il più delle volte la risposta è un assordante silenzio che, più di mille parole, rende evidente la diffusa abitudine di ridurre questa materia ad un elenco interminabile di definizioni e procedimenti meccanici.
Allora comincio leggendo “Nummeri”, una poesia di Trilussa che racconta di un dialogo tra numeri al termine del quale il numero 1 ricorda allo 0 che, pur valendo poco, se si mette alla testa di cinque come lui diventa centomila e gli fa notare che accade la stessa cosa con un dittatore che cresce di potenza e di valore più sono gli zeri che gli vanno appresso.
Già questo incipit letterario comincia a sgretolare il muro di diffidenza verso i numeri perché i ragazzi cominciano a capire, ad esempio, che lo studio delle posizioni delle cifre serve a descrivere i rapporti sociali; l’ostilità per la matematica si placa ancora di più quando spiego la regola dei segni usando ancora la logica delle relazioni sociali: se il segno più lo chiamiamo “amico” e il segno meno “nemico”, chi è l’amico del mio amico? È mio amico, ovviamente, e, passando al piano numerico, più per più dà un risultato positivo; si potrebbe continuare con altri esempi: il nemico del mio nemico è mio amico (meno per meno dà come risultato più), l’amico del mio nemico è mio nemico (più per meno dà un risultato negativo).
Penso sia una fortuna poter studiare la matematica con questo approccio e con questi collegamenti, una fortuna che da studente non ho avuto, avendo trovato insegnanti che mi hanno presentato questa materia in modo molto astratto e meccanico. E’ stato solamente andando avanti con gli studi e con tanta curiosità personale che ho scoperto, da un lato, i legami che ci sono tra i numeri e la realtà in cui viviamo e, dall’altro, la possibilità di imparare ottimizzando l’uso della memoria attraverso il ragionamento.
Questi sono gli aspetti che cerco di riproporre nel mio modo di insegnare, insieme a molta empatia, perché è ciò che ha fatto rinascere la passione per questa disciplina; ad esempio quando si studiano i rapporti e le proporzioni è d’obbligo affrontarli insieme al rapporto aureo e ai numeri di Fibonacci che sono presenti ovunque (in natura, nella musica, nell’architettura, nella grafica editoriale, perfino nel corpo umano), allo stesso tempo è stimolante studiare le rette sul piano cartesiano scoprendo che possono essere usate per fare delle scelte di fronte alle quali ci si troverà spesso nel corso della propria vita, come il dover scegliere tra due tariffe oppure tra due diverse proposte retributive.
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By L. V.
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