Educazione e risveglio: il sapere come nutrimento dell’essere

Da 21 anni lavoro come insegnante di lingue straniere negli Istituti di I e II grado della scuola pubblica italiana. Ho iniziato a svolgere questa attività quando già praticavo il Buddismo del Sutra del Loto da dieci anni, con l’intento di rapportarmi con i miei alunni in modo da rispettare le loro diverse individualità e inclinazioni. Non è stato facile e non lo è tutt’ora.
È opinione diffusa che l’istruzione sia un processo meccanico di acquisizione di conoscenze, competenze e strumenti utili a orientarsi nel mondo. Tuttavia, ridurre l’educazione a una mera trasmissione di informazioni significa trascurarne la dimensione più profonda: quella che riguarda la formazione dell’essere umano nella sua interezza.
In questi vent’anni ho assistito ad un drastico cambiamento del mondo della scuola: essa ha risentito enormemente delle scelte fatte dalla politica e dai governi che si sono man mano succeduti. Testimone dei cambiamenti sociali che ne sono inevitabilmente derivati, la scuola ha accolto e accoglie, anno dopo anno, il frutto di queste trasformazioni, ossia le nuove generazioni.
Grazie alla consapevolezza maturata attraverso la pratica buddista — secondo cui ogni essere umano è una “torre preziosa”, capace di manifestare la propria natura illuminata in qualsiasi momento, così com’è — ho imparato che è fondamentale sforzarsi per non giudicare, non catalogare e non escludere a priori la possibilità che tutti i ragazzi e le ragazze possano manifestare il proprio talento, nessuno escluso e fare di tutto, come insegnante, perché questo accada.
I nostri giovani hanno bisogno di sentirsi ascoltati e sostenuti, guidati senza falsi buonismi. Il mio impegno quotidiano è aiutarli a far crescere e maturare le loro personalità, offrendo punti di vista differenti affinché possano sviluppare un pensiero critico e soprattutto autonomo. Le nuove riforme della scuola vanno, come è evidente a molti, in direzione completamente opposta e sembra vogliano formare individui capaci di produrre, ma non di pensare. Per questo motivo, sono convinta che bisogna riformulare l’educazione ed interrogarsi su quale tipo di umanità vogliamo coltivare.
Educare significa trasformare la conoscenza in uno strumento di risveglio. Un percorso che inizia dal singolo, ma che ha il potenziale di illuminare l’intera collettività.
Al centro di una scuola realmente rinnovata deve esserci una nuova concezione dell’essere umano e del suo rapporto con il mondo. Ogni essere umano possiede in sé una “mente illuminata” ed è interconnesso con il suo ambiente di vita, sia sociale che naturale; questa visione ci induce a una profonda riflessione e ci apre nuove prospettive e speranze.
Una mente educata al risveglio non rimane un fatto privato. Essa diventa forza generativa. Un individuo consapevole agisce in modo diverso, costruisce relazioni empatiche, prende decisioni coraggiose e diventa protagonista della sua vita. Moltiplicando questa consapevolezza, si genera una trasformazione collettiva.
Una società spiritualmente evoluta non nasce per decreto, né per imposizione di regole, ma come risultato di un processo educativo profondo. È il riflesso di menti che hanno imparato a vedere oltre l’apparenza, a riconoscere l’interconnessione tra sé e gli altri, a vivere con responsabilità e intenzione.
Questo è lo spirito che impregna ogni incontro e ogni attività del Centro Studi Invictus, un percorso formativo costante per la crescita di esseri umani responsabili, indipendenti e consapevoli, sia giovani che adulti.
Poiché, attraverso la pratica del Sutra del Loto, opero concretamente per far nascere – passo dopo passo – una società più consapevole, responsabile e autenticamente evoluta, anche il mio agire, fondato su questa pratica profonda, eserciterà inevitabilmente un’influenza positiva sull’ambiente che mi circonda.
Allora la scuola potrà diventare il luogo più potente in cui iniziare un’autentica trasformazione della società. Insegnare non è solo un lavoro: è una missione.
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By M. B.
Docente di lingue straniere
